ENG:
There was a time when, shyly, a word travelled the late '70s innovative sound paths.
That word were “ambient”.
While following the “daydream”, we can perfectly see that “evening star” wich enlight the way for us, shadow and silence travellers.
The new Halo XVI work is this: ambient music in its purest form, a receptacle where to lay down, during the whole 5 tracks, our loads of imaginative dreams.
Gianpaolo Diacci aka Halo xvi, artist coming from far away, owns as a music passion the stringed instruments: giutars, basses or Chapman Stick, which he magically plays hopping like an elf. Especially live with the band RAN, whose is the proud bass player.
A tipical musical education, a past marked by new wave sounds, which dissapears inside “Daydreaming” given the extreme precision in describing a landscape wholly inhabited by electronic particles: lonely trasmitters of an ambient message oneiric programmed.
“A Different Afternoon”spreads itself on harmonies softly contaminated by feeble and wonderful cosmic streams.
“Lost Evenings” is a sweet ritual hidden behind an enchanted vocal loop.
“Night Moves” it's a perfect balance in the electronic void, just a hint of ambient- gothic sound, wrapped in spirals full of space vibes.
“Stone Garden” it's the peace that reings in our most intimate zen gardens.
“White Sea” closes the e.p with a solemn walk in the silent intangible world by Halo xvi: our hopping electronic elf who sometimes stops to describe with sounds his day dreaming.
Mirco Salvadori
ITA:
C'era una parola che, timidamente, percorreva gli innovativi tracciati sonori
di fine anni '70: ambient. E' continuando a percorrere questi tracciati che...”Sognando ad occhi aperti” si riesce a scorgere perfettamente quella prima... “Stella della sera” che tuttora illumina il cammino di noi, viaggiatori dell'ombra e del silenzio. Il nuovo lavoro di Halo XVI è questo: purissimo ambient nel quale depositare, per la durata delle cinque tracce, il nostro carico di sogno immaginativo.
Giampaolo Diacci aka Halo XVI è artista che arriva da lontano, la sua primaria passione sono le corde, si tratti di chitarra, basso o stick , strumento sul quale magicamente “saltella” come un folletto specie dal vivo con il trio “Ran”, del quale è parte integrante. Una formazione “classica” dunque, una passato segnato dalle sonorità new-wave, un passato che all'interno di “Daydreaming” sembra non esistere vista l'estrema precisione con la quale riesce a disegnare un paesaggio densamente abitato da particelle elettroniche: trasmittenti solitarie di messaggio ambient oniricamente programmato.
“A different afternoon” si distende su armonie morbidamente contaminate da flebili meravigliose scie cosmiche. “Lost evenings” è dolce liturgia nascosta dietro un loop vocale incantato. “Nightmoves” è equilibrio perfetto nel vuoto elettronico, dark-ambient accennato avvolto in spirali cariche di vibrazioni spaziali. “Stone garden” è la pace che regna nel giardino zen dei nostri pensieri più intimi. “White sea” per chiudere con regale incedere un viaggio nel silenzioso, impalpabile mondo creato da Halo XVI: un “saltellante folletto elettronico” che a volte si ferma per descrivere con i suoni il suo sogno ad occhi aperti.
Mirco Salvadori